La conquista dello spazio
Anni 70, anche l’Italia grazie ai “cervelli” non ancora emigrati all’estero, partecipa alla conquista dello spazio con un suo vettore da mandare in orbita geostazionaria.
L’esperimento ha lo scopo di testare le conseguenze di una lunga permanenza in assenza di gravità su organismi viventi di dimensioni e pesi variabili: saranno inviati in orbita un cane, una scimmia e un carabiniere.
Presenzia al lancio il Ministro della Difesa Spadolini, uomo di peso e di cultura (più peso per la verità, pur in presenza di una bella cultura!)
Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica pro-tempore consegna con grande enfasi le buste contenenti le istruzioni per ciascuno di loro.
Grande emozione, conto alla rovescia, partenza, via!
Il cane apre la sua busta e legge le sue istruzioni; “all’accensione della luce rossa, premere il pulsante in settore D4 per il distacco del primo stadio: all’accensione della luce verde premere il pulsante i f8 per il distacco del secondo e ultimo stadio.
La scimmia apre la busta con le sue istruzioni: successivamente al distacco del primo stadio, compensare la gravità tirando il maniglione in b16, al distacco del secondo stadio, regolare il flusso di ossigeno girando il volantino in g25.
Il carabiniere apre la busta con le sue istruzioni e legge: Tu per carità non toccare niente! Giunti in orbita geostazionaria ricordati di dare da mangiare agli animali!”